Sanremo 2015, Siani e la battuta al bambino sovrappeso. Ma non è di certo la prima volta

“Guarda che il mio problema non sono le maniglie dell’amore” “E infatti sono le maniglie del frigorifero”

“Ho perso 15 chili” “E ch te luat e pil a piett? (Hai tolto i peli dal petto?”

“Io non sono chiatta” “Hai la pelle grassa”

“Io mi sto mantendendo” “Vicino al forno e tua madre e tuo padre che ti mantengono”

“Ieri ho visto che stavi camminando con un bambino in braccio” “Si era mio nipote” “Ah io pensavo che era la merenda, cannibale”

“Dimmi una cosa, io non ti piaccio?” “Apri questo prosciutto e fammi 700 grammi” “Ma non è un prosciutto” “E ci sono i peli, è cotica”

“Sai che io l’estate l’adoro, perché dimagrisco” “E dove sei stata ad agosto quest’anno, in Siberia?”

“Uà, ma chi è il Gabibbo in borghese?”

“Quando fate così mi fate venire i nervi a fior di pelle” “E meno male che non ti vengono a fior di latte, sennò te li mangiavi”

l43-alessandro-siani-130215171146_bigQueste battute sono tratte dallo spettacolo di Alessandro Siani Fiesta, nel 2004. Dieci anni fa, quando il comico ancora non era del tutto conosciuto a livello nazionale. Nel video dello show, disponibile su Youtube, ben cinque minuti, dal minuto 29 al 34 (nel video sotto) sono incentrati su uno skecht a 3 in cui la “vittima” delle battute è una ragazza in carne vestita di rosa che nello spettacolo finge di offendersi, piangere e dispiacersi.

Un elenco senza nessuna pretesa moralistica, né di critica. Ma che serve a spiegare a quanti si indignano per la battuta di ieri al Festival di Sanremo rivolta ad un bambino sovrappeso da Siani come il comico napoletano abbia fatto dello scherno dei difetti fisici uno dei suoi argomenti da trattare, anche a lungo, nei suoi spettacoli. Ho avuto modo di vedere Siani dal vivo a Lucca, qualche anno fa e una parte dello show era riservata proprio a questo genere di sfottò. Non ne faccio una colpa al comico, che pure mi piace e mi fa ridere, ma chi ha deciso che Siani debba essere il nuovo Troisi?. Forzature che servono a vendere, forse, a creare e rafforzare il personaggio. Ma che finiscono solo per fare peggio. Non esisterà un nuovo Troisi, così come Messi non è il nuovo Maradona. Non che siano inferiori, ma solo diversi. Ognuno ha la sua comicità che può piacere o non piacere.

Io di Alessandro Siani ricordo gli esordi a Pirati, su Telenapoli. Il comico vestiva i panni di un bambino fissato dei Pokemon, giubbotto rosso e berretto alla rovescia. “Quando vai sul tram di fanno sedere?” “Prima si siedono gli invalidi” “Allora a te ti fanno stendere”, era una delle battute. Poi chiedeva un bacio al braccio destro di un emergente Biagio Izzo nei panni del capitano della nave. “Nu bacett”, chiedeva Siani e quando il mozzo glielo dava Siani replicava: “Ricchion”. Scappando via.  Guai se l’avesse rifatto al Festival di Sanremo.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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Una risposta a Sanremo 2015, Siani e la battuta al bambino sovrappeso. Ma non è di certo la prima volta

  1. wwayne ha detto:

    3 anni fa ho frequentato un corso di Storia Medievale. Il professore che lo teneva confrontava il linguaggio dei documenti politici medievali con quello odierno, e ci faceva notare che rispetto ad allora oggi si tende a sfumare tutto, ad evitare espressioni forti, ad usare molti eufemismi, a cercare di essere politicamente corretti anche quando si potrebbe tranquillamente dire pane al pane e vino al vino. Invece di dire brutto, diciamo quasi bello. Invece di dire vecchio, diciamo non più giovane. Invece di dire orrendo, diciamo non riuscito.
    Tendiamo sempre a morderci la lingua, a reprimerci nel nostro modo di parlare e di scrivere anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno. Proprio perché é così raro trovare una persona che parli senza peli sulla lingua, quando in tv qualcuno comincia a farlo subito diventa un personaggio: pensiamo a Sgarbi, alla Maionchi, ad Aldo Busi eccetera.
    il nostro vocabolario si sta paurosamente restringendo, perché stiamo eliminando tutte le parole “nette”, in favore di quelle più “sfumate.” Al giorno d’ oggi le cose non vengono più chiamate con il loro nome, ma con il loro eufemismo.
    Il caso di Siani è un esempio perfetto: se avesse usato l’eufemismo “robusto”, nessuno si sarebbe scandalizzato; ma dato che ha usato il termine forte “chiattone”, allora giù polemiche. E’ d’accordo?

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