“Io sto con Nello Trocchia”, l’appello per il giornalista minacciato dalla camorra

di GERARDO ADINOLFI

11170347_1670694413168419_6621202099787622923_nQuando un giornalista viene minacciato scattano quasi in automatico parole di solidarietà, vicinanza, coraggio, inviti ad andare avanti. Modi per non lasciare solo chi è vittima di un’intimidazione. Modi per non sentirsi soli. Di tanto in tanto, però, serve anche qualcosa che superi la retorica, la semplice solidarietà a parole, le dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano. Serve qualcosa, insomma, di concreto. Come almeno la valutazione dell’adozione di misure per la tutela della persona “esposta a rischio”.

Quel qualcosa di concreto, nonostante siano passati due mesi da quando un boss della camorra è stato intercettato dalle cimici della Procura di Napoli mentre diceva al fratello: “A quel giornalista gli spacco il cranio” per la minaccia subita da Nello Trocchia ancora non è scattato. Nello è un giornalista d’inchiesta campano, che ho avuto il piacere di conoscere di persona qualche anno fa. Scrive, tra gli altri, per ilfattoquotidiano.it, lavora per La Gabbia e La7. E proprio per i suoi articoli è finito nella lista dei giornalisti scomodi.

Non serve essere cronisti né conoscere Nello di persona però per aderire all’appello “Io sto con Trocchia” lanciato dai giornalisti Giovanni Tizian, Manuele Bonaccorsi, Luca Ferrari e Giorgio Mottola per chiedere un intervento del Prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone. Da fine giugno, infatti, niente sembra essersi mosso per tutelare la sua incolumità. Di solito il passaggio è automatico: Si sarebbe dovuta rapidamente attivare la procedura standard: la Procura invia la nota degli investigatori alla Procura generale, che a sua volta invia la documentazione in Prefettura. A questo punto il prefetto avrebbe dovuto convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza, l’organo, cioè, che decide eventuali misure da adottare.

Nessuna comunicazione ufficiale, però, è ancora giunta. Tra i primi firmatari dell’appello, che è diventato anche una petizione su Change.org e un gruppo Facebook “Io sto con Nello Trocchia”, lo scrittore Roberto Saviano ,Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.  “Con l’appello – si legge in un lancio Ansa –  si richiede alla Prefettura di Napoli di informare immediatamente il giornalista circa le valutazioni effettuate in merito alle minacce e di comunicargli il prima possibile quali sono le misure che intende adottare per tutelare la sua incolumità e la prosecuzione della sua attività professionale”. In Parlamento sono state presentate anche interrogazioni parlamentari sul caso. Per ora senza risposta.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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