Charlie Hebdo, il terrorismo non ha religione

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Per chi in momenti orrendi e tragici come questi rischia di cadere nella trappola del razzismo etnico, religioso, ignorante. Ricordiamoci che gli assassini della quattordicenne Annalisa Durante erano italiani, e cattolici. Che gli autori della strage di Castelvolturno erano italiani, e cattolici (e le vittime africane). I killer di Giancarlo Siani, Pippo Fava, Giovanni Spampinato, Cosimo Cristina, Walter Tobagi erano italiani. Ricordiamoci che abbiamo esportato la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta. Che a mettere il tritolo agli Uffizi, a Bologna, a Milano, sull’Italicus sono stati italiani. Il terrorismo non ha etnia, religione o nazione. E’ solo il frutto di estremismi, fondamentalismi e di una specie, l’uomo, che ha la violenza nel suo Dna. Ma sono convinto che alla fine il bene vinca sempre, in qualche modo. Je suis Charlie Hebdo.

Gerardo Adinolfi

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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