I miei prof della vita

Bike_To_School_by_momoclaxRepubblica.it  chiede di raccontare “Il Prof della vita”. Io posso dire di essere stato fortunato e, tranne rari e statisticamente indispensabili casi, di aver sempre avuto docenti all’altezza. A partire dalle elementari dove la mia maestra ci insegnava non solo le nozioni ma anche che la formazione passa attraverso tante altre attività extracurriculari. Al tempo poteva sembrare inutile e degradante partecipare al corteo storico in calzamaglia mentre gli altri giocavano a pallone o passare mattinate tra i banchi del consiglio comunale a sentir parlare noiosi in giacca e cravatta. Ma mio figlio vorrei avesse una maestra così. Poi le medie, dove ricordo con affetto il mio prof di italiano perché non mi ha mai capito fino in fondo e con i suoi voti bassi mi ha spinto a cercare di fare meglio.

E il prof di arte (che credo ancora non si spieghi perché nei disegni a casa sembravo Monet e in quelli in classe un neonato daltonico) che in un laboratorio didattico sul giornalismo mi ha mostrato la via:”Qui a Nocera non sanno cosa è la creatività – disse – anni fa aprii un’agenzia pubblicitaria e volevano pagarmi con le mozzarelle. Cercate la cultura altrove”. E poi al liceo, dove la prof di latino, greco, italiano, storia, geografia del ginnasio era la più odiata. Ma da lei ho appreso l’amore per la lettura, la cura dei dettagli, l’importanza di una buona preparazione e che “la storia ha solo due occhi, da sapere alla perfezione: le date e tutto il resto” .

E che i ragazzi non hanno bisogno solo di professori-amici stile Attimo fuggente ma anche di docenti severi (spesso solo in apparenza per il ruolo che incarnano) che anticipino gli ostacoli che la vita riserva fuori dalla scuola. Poi, certo, la vera prof della mia vita è la mia mamma. Maestra a tutto tondo, con una voglia di sapere e di fare incolmabile e un libro, un quaderno, un evidenziatore o un pennarello sempre aperto sulla scrivania. Ha dato e fatto tanto, forse ricevendo in cambio neanche la metà. Ed è per questo che in ogni parola che scrivo, in ogni piccolo mio successo c’è anche un po’ di lei.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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