In Maremma la strage dei lupi. Firmata Cappuccetto Rosso

154649104-ed08632b-2032-46ba-912e-f5825d0bf6ceL’orrore e la vergogna ieri hanno trovato posto al centro di uno rotonda a Scansano, in provincia di Grosseto. Una testa di lupo mozzata, appesa a muso in su vicino ad un palo. E di fianco un cartello di quelli che di solito si usano nell’edilizia, irrisorio e minaccioso al tempo stesso: “Direttore del cantiere: “Cappuccetto Rosso”, responsabile sicurezza: “Cittadini esausti.” L’obiettivo dei lavori: “l’eliminazione dei predatori” per “il ripristino dell’ecosistema””, si legge sul cartello.
In Maremma continua la strage di lupi: con l’animale trovato morto ieri sono dieci gli esemplari tra puri, ibridi e canidi uccisi ed esposti in strada da novembre ad oggi nel grossetano. Mercoledì il nono caso, con un lupo trovato morto con un laccio sul ciglio della strada a Campagnatico. E prima ancora a Manciano, Saturnia, Semproniano.
Che siano pecore aggredite dai lupi, o lupi massacrati dagli uomini in Maremma gli animali continuano a morire. (continua su Repubblica)

“E’ una vergogna per tutta la Maremma”, dice la Lav di Grosseto. E ha ragione. Uccisi a bastonate, a fucilate, strangolati con i lacci. E ora anche squartati, decapitati, esposti al pubblico e derisi. Quel cartello, firmato Cappuccetto Rosso e cittadini esausti è uno schiaffo in faccia al buon senso, alla coscienza comune, alla nostra anima di persone. Essere dalla parte degli animalisti, questa volta, non vuol dire essere contro gli allevatori. In Maremma l’emergenza lupi è sotto gli occhi di tutti e va fermata: è impensabile che gli allevatori non possano essere fare il proprio lavoro ma rischiano di giorno in giorno di essere attaccati, di vedersi gli allevamenti dimezzati ed essere costretti a chiudere. Ma uccidere, e farlo in questo modo, non è la soluzione. I lupi sono predatori, uccidono per la loro natura. Ora bisogna chiedersi se uccidere, e infierire, non sia nella natura dell’uomo.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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