Marilena Natale, la donna che morde il cane

Chissà se quell’uomo che ha aggredito la giornalista Marilena Natale e il videoperatore Marco Gargiulo pensa davvero che i giornalisti siano il male, e non la camorra. Chissà se guardando in faccia i suoi figli, la sua famiglia, si sentirà in minima parte responsabile del veleno che, dopo aver trasformato la Campania nella Terra dei Fuochi, gli sta facendo respirare. 

ImmagineI fatti sono questi, e li racconta Ester Castano (che di minacce subite se ne intende) su Ossigeno per l’Informazione: Marilena Natale e Gargiulo sono a Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta, per un servizio sulla Terra dei fuochi. Vengono raggiunti da un’auto, da cui scende un uomo che intima ai cronisti di andarsene. Marilena inizia a fare il suo lavoro, e cioè porre domande. E, di tutta risposta, riceve uno schiaffo, le viene scagliato il telefonino a terra. Viene insultata. Cosa c’è di nuovo, dato che in Italia nel solo 2013 sono 337 i giornalisti vittime di minacce? E sel dal 2006 sono 1585? Routine, si direbbe.

Il video: Le fasi iniziali dell’aggressione

Eppure quello che mi fa riflettere, nel vedere il video pubblicato da Marilena Natale( giornalista coraggiosa, oratrice appassionata, cara amica con cui ho condiviso viaggi in auto e in treno, incontri con gli studenti e una giornata insieme a Casal di Principe che ho raccontato nell’ebook La donna che morse il cane ) è quella frase: “Io ti conosco”. Non tanto lo schiaffo, segno di una violenza priopria di chi fa della bruta gnoranza e della sopraffazione il suo stile di vita. Ma sono le parole, che fanno riflettere.

Quando ho incontrato per la prima volta Marilena Natale ero fermo, in attesa, alla stazione di Aversa. Aspettavo il suo arrivo e avevo quasi un timore reverLa-donna-che-morse-il-cane.-Storie-di-croniste-minacciateenziale nel conoscerla. Avevo letto di lei che era stata picchiata, minacciata, le avevano sparato bossoli sul tetto dell’auto, l’avevano strattonata davanti a tutti e intimidita pubblicamente. Ma a lei sembrava non importare. Continuava a girare con la sua auto. Sigaretta in una mano, telefono sempre attivo 24 ore su 24. Mi ha mostrato Casal di Principe in tutte le sue sfaccettature: il bar dove prendere il caffè più buono, la pasticceria dove comprare il dolce più buono e anche le ville roccaforti, la “Chiesa della camorra”, i fortini dei boss latitanti, il circolo del paese.

Ricordo ancora quando, cammiando nella piazza di Casale, ci sentimmo chiamare: “E’ arrivata la giornalista”, qualcuno aveva urlato. Era l’ex sindaco che Marilena, tempo prima, aveva fatto dimettere con i suoi articoli. “Oggi vengo in pace”, aveva risposto Marilena.

“Io ti conosco”, risuona quella frase nella mente. E’ proprio nelle piccole località di provincia che è più difficile fare il proprio lavoro. “Entro in un bar e trovo il personaggio di cui avevo scritto il giorno prima”, mi aveva raccontato Marilena nell’ebook La donna che morse il cane. E allora la necessità di stare sempre all’erta, la rabbia di esser additata come il male assoluto (“Ma allora tu ce l’hai con la tua terra”), le aveva detto una donna incontrata nel circolo, l’amarezza nel vedere i tuoi concittadini guardarti da lontano, seguire i tuoi passi, chiudere la porta quando passi.

Sono sicuro che quello schiaffo non è sto neanche il più doloroso ricevuto da Marilena.  Sempre meglio del bacio, ricevuto in diretta tv dalla giornalista da Carmine Schiavone, il figlio di Sandokan, appena arrestato . “Abbiamo filmato solo il cartello e già ci hanno rotto i c…ni”, ha poi scritto sul suo profilo Facebook. Perché Marilena è così, non si ferma. Morde il cane rabbioso. E quando ha bisogno di respirare e riprendere fiato va allo stadio abbandonato di Casal di Principe. E pensa alla madre che le ripete: “Marilè, ma chi te lo fa fare?”. Ma una risposta lei l’ha trovata: “Lo faccio per i miei figli”. Per i nostri figli.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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