Perché andare al Festival Internazionale del Giornalismo?

Arianna Ciccone, foto da fanpage.it

Sì è vero, ci sono i nomi più importanti del giornalismo internazionale. E poi i dibattiti, workshop e keynote speech sugli argomenti più di attualità. Dal data journalism al fact checking all’uso di Twitter da parte dei giornalisti. Parole e istruzioni per l’uso, conversazioni (amichevoli e non) e protagonisti del nostro tempo. Discussioni e argomenti assolutamente da non perdere per chi vive, sopravvive, si nutre e non può fare a meno di informazione, giornalismo e di scoprire quali siano le dinamiche, le storie e le voci di chi ha il compito, bellissimo e pieno di responsabilità, di raccontare il mondo.

Sì, è vero, a Perugia dal 24 al 28 aprile nel Festival Internazionale del Giornalismo c’è tutto questo. Sette anni di esperienza, e di crescita continua, lo dimostrano. Da Harper Reed a Ezio Mauro, da Riccardo Iacona a Bill Emmott. Sfogliando il programma del Festival si fa prima a chiedersi “chi non c’è” quest’anno, piuttosto che il contrario. Ci sono i giovani e i meno giovani, i digitali e i meno digitali, quelli che hanno già dato e quelli che hanno ancora tanto da dare.

Sì è vero, a Perugia è impossibile mancare se si è appassionati, fanatici, curiosi, ingordi divoratori di informazione o semplicemente cittadini che vogliono vivere il mondo globale. E magari tornare a casa, a sera, con una foto ricordo e un autografo da mostrare agli amici.

Sì è vero, per me che sono giornalista andare al Festival è un modo per aggiornarsi, partecipare a dibattiti in cui sono ferrato e imparare da colleghi del settore a sviluppare argomenti in cui lo sono di meno (perché essere giornalisti non significa sapere tutto, ma essere curiosi di sapere).

Sì è vero, ci sono tanti motivi che potrei elencare per spiegare perché quest’anno riandrò al Festival (da semplice spettatore dopo essere stato, nelle scorse edizioni prima volontario e poi ospite). E uno di questi non ha nulla a che vedere con la formazione, il giornalismo o la professione.

Ritorno a Perugia per rivedere quegli occhi pieni di passione e amore  di Arianna Ciccone, l’ideatrice del Festival. Quegli stessi occhi che mi hanno accolto con un sorriso e un abbraccio quando per me, studente alle prese con una tesi sul giornalismo investigativo e antimafia, il giornalismo era ancora un miraggio che sembrava impossibile. E’ in quello sguardo che da allora io identifico il giornalismo, o almeno la parte più bella e sincera.

Ps Qui la storia di Arianna e Chris, raccontata da Anna Masera su La Stampa

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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