Ecco perché fare il volontario al Festival del giornalismo di Perugia

I volontari dell’edizione 2009

Da qualche parte, riposto in un casetto tra le cose da non perdere, conservo ancora quel pass con la scritta  bianca su sfondo rosso Volunteer. Ma non mi serve riprenderlo per ricordare quei giorni, dal 1 al 5 aprile 2009 che resteranno indelebili tra le esperienze che ti segnano la vita, in meglio. Quei ricordi, senza scendere in inutili sentimentalismi nostalgici, me li ritrovo ogni giorno perché il Festival del Giornalismo di Perugia non è un evento che dura solo una settimana, per poi finire lì. Continua per sempre, nei rapporti d’amicizia e professionali che si creano , nella lettura di un articolo di quel giornalista che hai avuto “l’onore” di intervistare o in un semplice retweet o like. L’occasione per ripensare a quei giorni, (era la terza edizione, la prima con i volontari) questa volta viene dall’apertura delle candidature per diventare volontario all’edizione 2013 del Festival. Un’occasione da non perdere, a mio avviso, e che consiglio a chiunque abbia voglia di conoscere un mondo, anche se per pochi giorni, in cui semplicemente ci si arricchisce di qualcosa in più. Che può essere l’esperienza, l’amicizia, la possibilità di incontrare i giornalisti che da sempre si leggono o vedono in tv. Al Festival ognuno si arricchisce a suo modo, senza alzare la voce, e senza bisogno di mostrarsi a tutti i costi, sgomitare, farsi vedere.

Stella, Paolo, Maria Laura, Valeria e Gerardo (io) nella sala stampa del Festival

A me è servito a chiarire le idee, a capire dal basso dei miei 21 anni (di allora) che quello che fino ad allora per me era un hobby sarebbe dovuto diventare per davvero il mio lavoro.  Per ora ci sono riuscito e tutto è partito da lì, quasi per caso.  E al Festival nel 2011 ci sono ritornato come ospite per presentare il mio primo libro. Ma  dopo l’incontro ho subito rimesso il pass da Volunteer, quello che più mi appartiene e che renderà per sempre, il Festival, anche un po’ mio.

Ps. Il Festival è ricchezza,culturale, ma soprattutto umana. E’ condividere il tuo mondo con persone che non conosci e sentirle subito amiche. E’ reincontrarle dopo anni e salutarle con la stessa semplicità di quando vi siete visti l’ultima volta. E’ fare videochiamate su Skype da Firenze (io)-Bologna (Lou)- Gerusalemme (Alessandro)- Capestrano,L’Aquila (Giovanni)- Londra (Simone) e parlare di tutto, a ruota libera, fino a notte fonda.

.

Annunci

Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
Questa voce è stata pubblicata in giornalismo e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...