“Mamma, ma perché i cattivi hanno ucciso il giudice Borsellino?”

Io, quel pomeriggio del 19 luglio 1992 non lo ricordo per niente bene. Avevo 5 anni,  e l’unica cosa che ricordo è il sottofondo di un telegiornale alla televisione e i miei genitori ammutoliti davanti allo schermo. Non so se mia madre ha pianto quel pomeriggio. Ma ricordo che alle mie domande curiose, su cosa fosse successo e sul perché tutti fossero in silenzio a guardare quelle immagini in tv, mi disse una frase del tipo: “I cattivi oggi hanno vinto sui buoni”. Poco tempo prima c’era stato l’attentato a Giovanni Falcone, e anche lì fu mia madre a raccontarmelo. Ho imparato a conoscere davverto Paolo Borsellino e Giovanni Falcone solo tanti anni più tardi: in un articolo ripescato su Internet, in uno di quei tanti pezzi celebrativi che ogni anno si sprecano nel giorno dell’anniversario. Ma soprattutto nelle discussioni con gli amici, nei primi contatti all’università con ragazzi che ne sapevano più di me, che nella terra dei due giudici ci sono vissuti. E nello sguardo e nelle parole di Salvatore Borsellino, che ho avuto il piacere di ascoltare, conoscere e intervistare. Eppure per tutta la mia infanzia e adolescenza Falcone e Borsellino non sono mai stati solo due nomi da ricordare. Mi hanno accompagnato, involontariamente, come esempio da seguire. Non li ho mai considerati eroi, anche se, a pensarci bene, lo sono eccome. Ma li ho sempre visti come “i buoni”, da contrapporre “ai cattivi”. Forse grazie alle parole di una mamma che cerca di raccontare un attentato di mafia al figlio di 5 anni, ma quando io penso a Falcone e Borsellino, io penso “al buono” che c’è al mondo. E l’unico ricordo nitido che ho di quei tempi e dei miei 5 anni sono io che chiedo a mia mamma, qualche giorno dopo quel 19 luglio 1992: “Mamma, ma perché i cattivi hanno ucciso il giudice Borsellino?” Quel bambino di 5 anni aspetta ancora una risposta.

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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Una risposta a “Mamma, ma perché i cattivi hanno ucciso il giudice Borsellino?”

  1. las artes ha detto:

    Ricorre oggi il 20° anniversario dalla morte di Paolo Borsellino . Il magistrato venne ucciso insieme a 5 agenti della sua scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) il 19 luglio 1992.

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