Di sicuro c’è solo che “qualcuno” è morto.

A 60 anni di distanza, il mistero della morte del bandito siciliano Salvatore Giuliano ancora non sembra risolversi. Secondo quanto raccontato da Repubblica, il pm di Palermo Antonio Ingroia avrebbe chiesto la riesumazione della salma del bandito per effettuare la prova del dna. Nella bara che ha custodito per quasi mezzo secolo il corpo di Giuliano potrebbe infatti non esserci la salma del bandito ma quella di un suo sosia.

I medici del Policlinico di Palermo, spiega Attilio Bolzoni nell’articolo, hanno ricevuto l’incarico ufficiale per la riesumazione del bandito di Montelepre. E se il dna confermasse che il corpo sepolto non è quello di Salvatore Giuliano? Già da tempo le voci su una possibile finta morte del bandito si erano fatte largo. C’è chi dice che Giuliano fosse scappato in Grecia per poi raggiungere l’America. Chi giura di sapere che Giuliano, travestito da frate cappuccino, sia stato in visita addirittura da Padre Pio. I misteri sulla morte del bandito sono tanti.

Di sicuro c’è solo che è morto, era il titolo dell’articolo di Tommaso Besozzi apparso in prima pagina su L’Europeo del 16 luglio 1950. Il giornalista si recò in Sicilia scoprendo, usando le tecniche del giornalismo investigativo, una verità del tutto diversa da quella raccontata dai Carabinieri e dal Ministro dell’Interno Scelba.  La vicenda del bandito Giuliano e l’articolo di Besozzi, diventato il simbolo e la nascita del giornalismo investigativo italiano, sono raccontate in Dentro l’inchiesta attraverso le parole dell’articolo del cronista.

Besozzi titolò così l’articolo perché, in quella vicenda, niente era sicuro. Solo la morte di Giuliano. Ma oggi, forse, di sicuro non c’è più neanche quella.

Per saperne di più L’articolo di Repubblica

La storia del bandito Giuliano la trovi in Dentro l’inchiesta, acquistabile qui e qui e in tutte le librerie

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Informazioni su GerardoAdinolfi

Gerardo Adinolfi è nato nel 1987, è giornalista professionista da dicembre 2011 e lavora per Repubblica, a Firenze. Ha scritto un libro sul giornalismo investigativo "Dentro l'inchiesta" e l'ebook sulle croniste minacciate "La donna che morse il cane". Collabora con Ossigeno per l'Informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati diretto da Alberto Spampinato
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